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Industry 4.0: evoluzione e rivoluzione

L'era della digital transformation apre nuove possibilità di business e crescita per tutti i settori, ma richiede un nuovo approccio mentale nella gestione dei rischi. Il tema al centro del Convegno ANRA, tenutosi nella nuova sede del Gruppo Prysmian al termine dell'Assemblea dei Soci

Autore: Insurance Daily

È in corso la quarta rivoluzione industriale, e c’è da chiedersi se i produttori di fine ‘700, che hanno vissuto la prima, di fronte alla macchina a vapore si sono posti la stessa domanda: in che modo il sistema produttivo “tradizionale” può essere modificato dalle nuove tecnologie. Si può immaginare che ai loro occhi le opportunità fossero ben chiare, mentre i rischi risultassero del tutto marginali, almeno a confronto con la complessità dell’attuale rivoluzione dell’Industria 4.0. 

 
Opportunità e rischi del prossimo futuro iper-tecnologico sono stati il tema del confronto tra risk manager e compagnie assicurative svoltosi al convegno organizzato da ANRA dal titolo “Dall’Industria 4.0 all’IoT: come l’innovazione sta cambiando i rischi e l’insurance business”. La nuova rivoluzione industriale si basa sull’impiego della IoT nei sistemi produttivi, sulla capacità di raccogliere e analizzare una quantità enorme di dati, sulle potenzialità insite nei sistemi cloud: “Le fabbriche diventano intelligenti, con livelli di automazione inimmaginabili solo pochi anni fa”, ha detto Alessandro De Felice, presidente di ANRA, “Tutto questo modifica profondamente la geografia dei rischi e le tecniche di analisi e mitigazione tipicamente basate sugli studi predittivi e le modellizzazioni. Il nuovo scenario impone di prestare maggiore attenzione alle teorie dei sistemi complessi, e il risk management non fa eccezione; così come per il mondo assicurativo che si trova coinvolto sia nella modalità di gestione del business che nell’offerta di capacità di sottoscrizione dei rischi cyber.”



La rivoluzione digital

La vera svolta, secondo Stefano Brandinali, Group Chief Information Officer di Prysmian Group, “è appena agli inizi, e la rivoluzione Industria 4.0 ha una precisa data d’inizio: è il 2013, anno in cui Gartner definisce la digital trasformation come l’unione di quattro elementi: la componente Social, il Cloud, l’Information e il Mobile”. Tali elementi, entrati in interazione tra loro, riguardano rispettivamente la sfera comportamentale dell’utente, la modalità di delivery delle informazioni, il contesto tecnologico e la modalità di accesso a contenuti e funzionalità. Questo nuovo “ambiente” rappresenta una sfida per le aziende, strette tra nuove esigenze del cliente e un mercato in cui è aumentato a dismisura il numero degli “unicorni”, competitor dalla struttura leggera, capaci di saltare le tappe della crescita cogliendo il momento di mercato, commercialmente aggressivi, ma che vivono mediamente solo una decina d’anni, nei quali però diventano leader di settore. “La disponibilità delle nuove tecnologie” continua Brandinali “impone alle imprese di trasformare il proprio business tradizionale in un modello innovativo, che permetta loro di rimanere competitive e di mantenere la storia che hanno alle spalle: Babolat ne è un chiaro esempio”. A differenza della prima rivoluzione industriale, in questo caso i rischi sono ben evidenti: Brandinali mette al primo posto i rischi etici che riguardano la responsabilità dei dati, i confini della privacy, il digital devide, ma anche quelli tecnologici come la definizione della sicurezza in fase di progettazione del prodotto o i sistemi di aggiornamento dei software applicati agli oggetti, in cui il download automatico sostituirà il recall. “Vanno ridefinite le regole del rapporto uomo - prodotto, e va introdotta una nuova etica”, conclude. 


Crescono le possibilità, crescono i rischi

Le potenzialità dell’innovazione coinvolgono il settore assicurativo a 360°: “La tecnologia oggi attacca il retail, ma il digitale rende possibili trasformazioni che riguardano il core del nostro business. Per avere nuovi occhi con cui guardare, abbiamo affiancato ai nostri manager un gruppo di nativi digitali” ha detto Orazio Rossi, Country Manager di Chubb, che si è focalizzato anche sul cambiamento del panorama dei rischi: “Crescerà la complessità nell’identificazione dei rischi, ci sarà più incertezza sulle responsabilità in caso di failure, un incremento dei rischi più gravi e una complessiva dipendenza dai dati”. 




Come si muovono le compagnie

Una delle applicazioni che già oggi possono avere rilievo sui prodotti assicurativi riguarda le tecnologie wearables: Marco Dalle Vacche, Direttore Generale Italia e Managing Director South Europe di AIG, ha presentato il progetto sviluppato in collaborazione con la start up Human Condition Safety sulla raccolta di dati utili alla prevenzione dei rischi da infortunio in azienda. 

Un impatto potenzialmente rivoluzionario sull’operatività interna delle compagnie è rappresento dalla tecnologia blockchain che, secondo Marco Boni, Head of Operations and IT di Generali G.C.&C. Italia, “può porre fine al paradosso dell’era digitale, per cui si è sempre più tecnologici ma la produttività non aumenta”. Nel 2016, Generali con Aon, Aig e WTW, hanno avviato un progetto pilota per la creazione di un marketplace basato su blockchain.
Big Data e Machine Learning sono alla base della Digital Agency presentata da Massimo Reale, Risk Director di Euler Hermes Italia: “L’applicazione del digitale al credit risk assessment può portare nei nostri obiettivi a una migliore gestione del rischio per la compagnia e a un migliore pricing per il cliente”. 


Le presentazioni del Convegno sono disponibili (riservate a Soci e Associati) a questo link

Qui la gallery fotografica della giornata

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