"Imprevisto o probabilità? La carta del Risk Management" Convegno Annuale ANRA 2018

Dal 13/11/2018 al 14/11/2018 - Organizzato da ANRA
MiCo, Milano Congressi (Gate 15, Via Gattamelata 5)
segreteria@anra.it

"Imprevisto o probabilità? La carta del Risk Management" : questo il titolo del Convegno annuale dell'Associazione, che quest'anno si terrà a MiCo (Milano Congressi) il 13 e 14 novembre.

Salva l'evento in agenda!

La cultura del rischio sta diventando un valore fondamentale nella gestione aziendale così come nella vita quotidiana. Fare impresa, vivere e lavorare è come muoversi su un enorme tabellone di gioco: progettiamo una strada, costruiamo un percorso, ma ogni decisione è un lancio di dadi che può portare incognite e imprevisti. Essere un Risk Manager significa prendere consapevolezza di tutte le possibili strade e avere sempre nel proprio mazzo la carta giusta per affrontare qualsiasi passo. 

Per iscriverti e restare aggiornato sui dettagli dell'evento compila il modulo di iscrizione nella tab apposita di questa pagina. 


KEY FACTS

  • 700 partecipanti (risk e insurance manager, compagnie, professionisti del settore assicurativo, chief financial officer, consulenti, broker)
  • Area espositiva con 30 partner e sponsor
  • Circa 60 relatori, personalità di spicco provenienti da diversi settori
  • Video e foto gallery dell’evento
  • Diffusione e promozione sui media nazionali e di settore
  • Contenuti esclusivi sul sito ANRA e su RM News

Tra i relatori delle edizioni passate ...

Paolo Bertoli (Andaf), Cristiano Bettini (Ammiraglio di Squadra, Ministero della Difesa), Tito Boeri (Università Bocconi), Stefano Cao (Saipem), Fabio Cerchiai (Ania), Fulvio Conti (Enel), Enrico Finzi (Astra/Demoskopea), Renato Mannheimer (Eumetra), Mario Monti (UE), Marco Oriolo (Confindustria), Pier Carlo Padoan (OCSE), Stefano Preda (Banca Esperia), Marina Salamon (Doxa), Paolo Scaroni (Rotshild), Andrea Vena (ESA European Space Agency).



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Coming soon

FILONI TEMATICI

1. Risk Management nelle Medie e Piccole Aziende
Lo sviluppo di modelli di Risk Management anche in medie e piccole aziende è una necessità imprescindibile, non solo per le imprese stesse, ma anche per l’intero “sistema economico”, che può trarne numerosi benefici. Analizzeremo il suo ruolo nei processi di finanziamento: investitori specializzati, Organismi di Investimento Collettivo e di Risparmio (Oicr) e Fondi di Private Equity descriveranno come supportano le pmi nell’accesso al capitale di rischio e nel raggiungimento degli obiettivi di crescita con l’uso dell’ERM. Questi temi verranno poi valutati nell’ottica dell’azienda, con testimonianze dirette di imprese, broker e consulenti, e grandi aziende che intendono rafforzare, grazie al RM, la loro catena di fornitura. 

2. Sostenibilità e rischi emergenti
I temi legati alla Sostenibilità, quali aspetti ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione, sono diventati prioritari per le aziende, che devono analizzarli e valutarne il potenziale impatto. Analizzeremo come la Direttiva europea 2014/95/UE, recepita nell’ordinamento nazionale con il D.Lgs 254/16, imponga alle aziende di grandi dimensioni di fornire una dichiarazione, a corredo della tradizionale rendicontazione finanziaria, sui temi di carattere non finanziario (la Dnf), come gli aspetti ambientali, sociali, quelli attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva . Entrando più nello specifico, approfondiremo il ruolo di produzione e uso di energie alternative. 

3. I rischi della digitalizzazione
Le imprese oggi stanno implementando una digitalizzazione sempre più spinta, una reingegnerizzazione dei processi in cui la componente tecnologica diventa pervasiva. Dall'Internet of Things al machine learning, il digitale promette semplificazione ed efficienza, con un fascino che può però portare a sottostimare i rischi. Questi cambiamenti cosa comportano in termini di ridefinizione del rischio? Nella scelta di digitalizzare un processo, le imprese pensano davvero ai rischi correlati? Sono in grado di quantificarli? E di comprenderne le implicazioni normative e i possibili risvolti legali? Siamo senza dubbio in una fase embrionale dello sviluppo dell'Industry 4.0, ma con l'aiuto di esperti in materia cercheremo di rendere le imprese più consapevoli e di indicare alcune linee guida per poter valutare l'innovazione in chiave risk management friendly.

4. Soft Skills a supporto della comunicazione nel RM
Quali sono le esigenze e le aspettative del board (o dei vertici aziendali) in tema di Risk Management? La risposta a questa domanda è la chiave per comprendere come debba essere strutturata una comunicazione efficace da parte del Risk Manager. Occorre però anche chiedersi se il Risk Manager disponga degli strumenti per comunicare in modo efficace con “stakeholders” di estrazione anche molto diversa, e per promulgare all’interno dell’azienda quel cambiamento che è necessario per la diffusione di una vera cultura di Risk Management. Tradizionalmente il Risk Manager si è affidato alla sua competenza tecnica o al più a tecniche di persuasione basate su leve di minacce reali o percepite; si fa ora invece strada la consapevolezza che tecniche più sofisticate possono essere usate con successo. Ecco quindi che i “Soft Skills” entrano prepotentemente nel mondo tradizionalmente tecnico  e specialistico dei Risk Manager come fattore fondamentale per la definitiva  affermazione in azienda del ruolo fondamentale di questa disciplina.

5. Nuovi protezionismi e “de-globalizzazione”: quali impatti sul governo dei rischi nelle aziende multinazionali?”
La Brexit, l’avvento di Donald Trump, i risultati delle elezioni in Italia, l'ascesa del populismo in Occidente, dimostrano che il mondo è diventato più imprevedibile e che rischia di diventare più chiuso e meno solidale. Nel dibattito pubblico compare sempre più spesso la parola “de-globalizzazione”, la quale - se la globalizzazione viene spesso ritenuta responsabile dei mali delle economie occidentali - presenta numerosi rischi di destabilizzione per l’intera economia mondiale. Cosa accadrebbe a individui, aziende e mercati finanziari se il moderno processo di globalizzazione venisse annullato, come hanno minacciato di fare politici populisti negli Stati Uniti e in Europa? Il limite di velocità a cui le economie potrebbero crescere senza imbattersi in problemi di natura inflazionistica si abbasserebbe, accorciando e frammentando i cicli economici. Dal punto di vista degli investimenti, la fine della globalizzazione potrebbe rivelarsi il fattore che pone termine al mercato obbligazionario rialzista degli ultimi 35 anni, con potenziali effetti deleteri per le valutazioni di tutti gli asset finanziari.Siamo probabilmente di fronte ad nuovo corso, in cui i tradizionali modelli di produzione e consumo, assumono una dimensione sempre più “delocalizzata” all’origine. In questa logica, la nuova connotazione a-territoriale delle attività di business è destinata a far perder di rilevanza alla stessa contrapposizione tra i concetti di off-shoring e re-shoring. Specializzazione, flessibilità e agilità sono, e sempre più saranno, le parole d’ordine per competere in maniera vincente nel futuro. In questo contesto, le aziende per essere leader, devono sempre più identificare le future fonti di creazione del valore, innovando prodotti e servizi e mettendo il cliente ed i suoi bisogni al centro delle strategie aziendali. Saranno questi gli spunti di riflessione per un workshop al quale parteciperanno docenti universitari, esperti di diritto internazionale, assicuratori e brokers.

6. Metodologie alternative di Risk Management
Una disciplina complessa e poliedrica come quella del Risk Management richiede ai professionisti e alle aziende, in un'ottica di evoluzione continua, di aprire i propri orizzonti ed esplorare metodologie alternative, nuovi paradigmi. Sia dal mondo accademico che da startup e da aziende particolarmente illuminate provengono nuove proposte che vogliono stimolare un punto di vista differente nel Risk Management. Sistemi di misurazione della resilienza tramite l'analisi dei nodi processuali, metodologie di Anticipatory Risk Management per rischi emergenti, nuovi approcci di Risk Engineering: saranno protagonisti di una sessione pleanria gli stessi professionisti che stanno sviluppando queste metodologie alternative, che non si limiteranno ad esporle da un punto di vista accademico ma racconteranno anche come esse vengono implementate e applicate, e quali risultati stanno riscontrando.


Per iscriverti devi essere un utente registrato al sito.
Se sei già in possesso di UserID e Password clicca su Login per iscriverti.
Se non sei in possesso di UserID e Password Registrati al sito e torna su questa pagina per completare la tua iscrizione.