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La Global RM Survey di Aon

Secondo la ricerca condotta da Aon, per i nuovi rischi non bastano gli strumenti tradizionali di mitigazione, serve anche coinvolgere le funzioni aziendali

Autore: RM News 51

Oggi gli aspetti economici, demografici e geopolitici, uniti al rapido avanzamento tecnologico, stanno trasformando i tradizionali rischi con cui le aziende internazionali erano solite confrontarsi in passato, determinando la necessità di interventi urgenti ed una maggiore complessità da gestire. Proprio partendo da questa necessità è stata pensata la Global Risk Management Survey, l’indagine biennale effettuata da Aon, sui principali rischi percepiti per il business.
Giunta alla sesta edizione, ha l’obiettivo di offrire alle aziende delle indicazioni per competere in un mercato
sempre più complesso. Infatti, come afferma Rory Moloney, CEO di Aon Global Risk Consulting, “considerata l’evoluzione dello scenario di rischio per il business, le aziende non possono più fare unicamente affidamento sui tradizionali strumenti di mitigazione del rischio o sulle attuali procedure di trasferimento del rischio. Devono coinvolgere diverse funzioni aziendali nella gestione del rischio ed esplorare vie differenti per misurarsi con le nuove complessità”.
Nel dettaglio, questa edizione è stata condotta in 64 Paesi interpellando 1.843 manager, di cui 390 italiani, di aziende pubbliche e private appartenenti a 33 settori, ed ha registrato il più alto tasso di partecipazione delle aziende dal suo avvio nel 2005, oltre che farne lo studio più completo nel suo genere.

LE EVIDENZE 2017 NEL MONDO E IN ITALIA

L’indagine del 2017 ha portato alla luce 55 rischi, di cui solo 14 attualmente assicurabili, in altri casi parzialmente assicurabili ed altri ancora non attualmente assicurabili ma con delle possibili soluzioni per poter
competere in un mercato sempre più innovativo e concorrenziale.
Rispetto alla survey precedente, a livello globale, alcuni rischi sono rimasti immutati (brand reputation, rallentamento dell’economia, incapacità di innovare o soddisfare i bisogni dei clienti). Il rischio Cyber è passato dal 9° al 5° posto e per la prima volta il Rischio Politico è entrato nella Top 10 (al 9°posto). Ricapitolando, la top 10 dei rischi dell’edizione 2017 a livello globale è così composta:

1. Danni a reputazione/brand
2. Crisi economica/lenta ripresa
3. Aumento della concorrenza
4. Cambiamenti normativi/legislativi
5. Cyber crime/pirateria informatica/virus informatici/codici malevoli
6. Mancata capacità di innovare/soddisfare i bisogni dei clienti
7. Incapacità di attrarre o trattenere i talenti
8. Interruzione dell’attività
9. Rischio politico
10. Responsabilità verso terzi

In Italia invece, per i 390 manager che hanno partecipato alla survey si posiziona al primo posto la crisi economica/lenta ripresa, seguita nell’ordine da:
2. Danni a reputazione/marchio
3. Aumento della concorrenza
4. Responsabilità degli amministratori
5. Mancata capacità di innovare/soddisfare i bisogni dei clienti
6. Responsabilità verso i terzi
7. Rischio di credito della controparte (assente nella top 10 a livello globale)
8. Danni alla proprietà
9. Interruzione dell’attività
10. Cambiamenti normativi/legislativi.

Concludendo, l’edizione 2017 ha evidenziato come le aziende siano alle prese con nuovi rischi e come ci siano differenti percezioni sui livelli di priorità e di risposta agli stessi.
Da ciò scaturisce dunque l’importanza del creare consapevolezza e condivisione sui rischi da parte del Top Management, per poter adottare le necessarie misure per competere in un mercato in continua evoluzione.


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