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Imprese più attente e organizzate

La mappa dei rischi si è allargata, soprattutto nelle aree dei sistemi informativi e delle attività internazionali. La sensibilità è in crescita, le organizzazioni sono più strutturate, la copertura assicurativa migliora. Lo rileva un sondaggio di QBE tra i manager che si occupano di gestione dei rischi e sistemi di controllo

Autore: RM News 51

L a situazione non è ancora ideale, ma l’immagine dell’impresa italiana attenta solo al business e impreparata ad affrontare l’incognito appartiene ormai alla storia. È quanto emerge da un sondaggio condotto da QBE nei primi mesi dell’anno intervistando un panel di risk manager e responsabili di funzioni che si occupano di prevenzione e sistemi di controllo.

Negli ultimi anni le imprese hanno acquisito una maggiore sensibilità in materia adeguando le loro organizzazioni. È probabile che ciò sia accaduto in seguito al mutamento dello scenario in cui gli imprenditori operano. Crescente internazionalizzazione, nuove tecnologie e normative più stringenti hanno in effetti concorso a disegnare una mappa più estesa e complessa dei rischi con la conseguente necessità di modificare gli approcci abituali. Quale che sia la ragione all’origine dell’evoluzione, resta il fatto (positivo) che oggi le imprese dichiarino di aver migliorato la cultura del rischio e di essere più pronte e organizzate. Vediamo meglio in dettaglio iniziando dal grado di rischio percepito.

Secondo la gran parte degli intervistati, negli ultimi tre-cinque anni la mappa dei rischi si è estesa. La pensa così il 95% del campione sommando chi ritiene il rischio molto più esteso o un po’ più esteso. Un cambiamento che, per il 45%, è stato determinato dall’evoluzione dello scenario competitivo.
Il 90% del campione ritiene che la cultura del rischio sia nettamente migliorata.
Gli intervistati sostengono che, in materia di prevenzione e controllo dei rischi, l’organizzazione dell’impresa
nella quale lavorano sia cambiata rispetto a tre anni fa. Più in particolare, il 55% dichiara che l’organizzazione è più articolata e il 45% che sono stati incrementati i programmi di formazione. Il 25% sostiene che è cresciuto l’organico professionale dedicato, un altro 25% che sono state introdotte procedure più rigide.

Il mutamento delle organizzazioni si è inevitabilmente riflesso sul conto economico. L’evoluzione delle organizzazioni e il relativo incremento dei costi hanno infatti reso necessario trovare un punto di equilibrio tra efficacia ed efficienza. La maggiore articolazione delle organizzazioni ha determinato l’ingresso di nuovi profili professionali e manageriali con rischio di sovrapposizioni. Per la gran parte del campione (85%), infatti, l’intervento più urgente è chiarire funzioni e responsabilità nell’ambito dei sistemi di controllo e prevenzione.
In un quadro che registra un’evidente maggiore attenzione al risk management, anche le coperture assicurative appaiono in movimento. Nell’ultimo triennio - ha dichiarato oltre un terzo del campione (35%) - i costi per le coperture sono aumentati, una tendenza che segnala verosimilmente un incremento della copertura rispetto al recente passato. Il 35% degli intervistati dichiara un livello dei costi invariati e il restante 30% una diminuzione.

Infine, per quanto riguarda i criteri adottati per l’acquisto delle coperture assicurative, le imprese appaiono guidate primariamente dal livello di servizio offerto dalle compagnie (menzionato nel 65% delle risposte), seguito dal prezzo e dalla solidità dell’assicuratore (59% delle risposte). Frequente (35%) la citazione della flessibilità delle condizioni, relativamente meno importante (23%) la brand reputation.

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