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Per l'Italia il dissesto idrogeologico resta un problema

Oltre 7,5 milioni di italiani sono esposti quotidianamente al rischio idrogeologico, dal momento che vivono o lavorano in aree potenzialmente pericolose. E’ quanto emerge dall’indagine Ecosistema Rischio 2017, realizzata da Legambiente

Autore: Redazione ANRA

Sono state prese in esame oltre 7.000 amministrazioni comunali, di cui sono state censite le attività volte alla riduzione del rischio idrogeologico, tramite questionari. Dal 2010 al 2016, stando alle stime del Cnr, le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di oltre 145 persone. Parlando di danni economici, la cifra arriva a 7,6 miliardi di euro nell’ultimo triennio, a cui lo Stato ha risposto stanziando ad oggi il 10% di quanto necessario (738 milioni di euro). "I dati dell’indagine Ecosistema Rischio – ha spiegato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - evidenziano la forte discrepanza che ancora esiste tra le evidenze, la conoscenza, i danni, le tragiche conseguenze del rischio idrogeologico nel nostro Paese e la mancanza di un’azione diffusa, concreta ed efficace di prevenzione sul territorio nazionale. Azione che deve prevedere alcuni presupposti imprescindibili, quali un adeguato stanziamento di risorse economiche e di fondi anche per i piani di adattamento al clima, un controllo e un coordinamento sui progetti e sugli interventi perché siano realmente efficaci e, soprattutto, un approccio diverso basato su politiche urbanistiche e territoriali di adattamento al clima per ridurre gli effetti devastanti di questi eventi”.

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