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Tecnologia e clima sorvegliati speciali

L’Allianz Risk Barometer quest’anno pone al vertice delle preoccupazioni delle imprese l’interruzione di attività e le minacce informatiche, confermando la tendenza degli ultimi anni. Sono i rischi legati ad ambiente e clima le vere new entry

Autore: Chiara Zaccariotto

Per i 1900 esperti provenienti da 80 Paesi e 22 settori coinvolti nell’indagine di Agcs la preoccupazione principale sono quelle minacce che mettono a repentaglio la salute, quando non l’esistenza stessa, dell’impresa. Per questo la nuova edizione del barometro dei rischi vede al primo posto l’interruzione di attività, che viene citata dal 42% del campione e riconferma la posizione dominante del 2017, seguita dai rischi informatici, che con il 40% delle preferenze salgono di un gradino rispetto allo scorso anno. Non stupisce gli esperti la sottile differenza di percentuale tra le due aree, che sono strettamente interconnesse.

I nuovi scenari della business interruption

L'interruzione di attività è il rischio più sentito per il sesto anno consecutivo. Nessuna impresa è troppo piccola per essere colpita, e le imprese si trovano a dover affrontare un numero crescente di scenari, che vanno dalle esposizioni tradizionali come incendi, disastri naturali e interruzioni della supply chain, ai nuovi fattori scatenanti derivanti dalla digitalizzazione e dall'interconnessione. Un guasto ai principali sistemi informatici, il terrorismo o gli eventi socio-politici, gli incidenti legati alla qualità dei prodotti o un cambiamento normativo inatteso possono portare le aziende a un blocco temporaneo o prolungato con un effetto devastante sui ricavi. Per la prima volta anche gli incidenti informatici sono considerati uno dei principali fattori scatenanti di una business interruption: la società Cyence, specializzata nella cyber risk analysis, stima che un blackout del cloud della durata di oltre 12 ore può costare alle imprese fino a 850 milioni di dollari.

Tecnologia, un rischio a lungo termine

I rischi informatici continuano a scalare la classifica: solo cinque anni fa erano al 15° posto. La molteplicità delle manifestazioni, dalla violazione di dati agli attacchi hacker, dai ransomware ai denial of service, lo rendono un rischio in continua evoluzione e forse quello con maggiori “potenzialità” a lungo termine, tanto da portarlo al primo posto in undici Paesi e nelle regioni americane e al secondo in Europa e Asia Pacifico. Eventi recenti come WannaCry e Petya hanno causato notevoli perdite finanziarie a un gran numero di imprese. Altri, come Mirai, il più grande attacco DDoS mai realizzato contro le principali piattaforme e servizi internet in Europa e Nord America, dimostrano la fragilità derivante dall'interconnessione e dalla dipendenza tra infrastrutture e fornitori di servizi Internet. A livello individuale, le carenze di sicurezza recentemente individuate nei chip dei computer in molti dispositivi rivelano la vulnerabilità informatica delle società moderne. A queste fragilità strutturali si aggiunge il rischio privacy, al centro dei dibattiti attuali in vista della prossima introduzione in Europa del Gdpr, che intensificherà ulteriormente i controlli e le sanzioni. L'impatto delle nuove tecnologie è, invece, uno dei principali elementi in aumento nella classifica, e passa dal 10° al 7° posto. Si colloca inoltre al secondo posto tra i maggiori rischi per il futuro a lungo termine dopo gli incidenti informatici, con i quali è strettamente interconnesso. La vulnerabilità, i guasti di macchine automatiche o autonome, gli atti cyber dolosi, aumenteranno in futuro e potrebbero avere un impatto significativo qualora venissero coinvolte infrastrutture critiche, come le reti It o l'alimentazione elettrica.

Il clima fa paura

Dopo il record segnato nel 2017 di 135 miliardi di dollari di perdite economiche, le catastrofi naturali tornano nei primi tre posti del barometro, con il 30% delle risposte. Conseguenza dell’aumentata sensibilità nei confronti dell’impatto delle manifestazioni naturali sul business è l’entrata in classifica del cambiamento climatico / aumentata instabilità metereologica, che per la prima volta si colloca nei primi dieci posti a livello globale (nello specifico all’ultimo, con il 10%). Nella classifica italiana sono addirittura tre le aree legate al clima: alle due sopra citate si aggiunge il rischio ambientale e di inquinamento, anch’esso con il 10% delle preferenze.

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