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L’Insurtech è davvero così disruptive?

Le aziende specializzate nell’innovazione tecnologica puntano per la maggior parte a valorizzare l’attuale catena di valore del settore assicurativo, più che a sovvertirla. E’ quanto emerge da una recente ricerca di Willis Towers Watson

Autore: Redazione ANRA

Il volume dei finanziamenti nel settore Insurtech è cresciuto - secondo una ricerca di Willis Towers Watson - del 36% solo nell’ultimo anno, dimostrandosi un’area di primario interesse per le compagnie e gli investitori. Se su questo fronte l’analisi presentata concorda con molte altre ricerche settoriali, se ne discosta decisamente quando afferma che la maggior parte delle iniziative Insurtech non ha una forza disruptive, contrariamente a quanto temono molti operatori del settore assicurativo. Solo il 9% delle aziende tecnologiche, infatti, punta a sovvertire l’esistente catena del valore, e il 30% tenta in modo più “soft” di inserirsi nei processi di intermediazione, ma la maggior parte (61%) ha come obiettivo portare valore aggiunto allo status quo. Anche l’analisi degli investimenti lo conferma: il 65% dei capitali è andato a beneficio di aziende che supportano gli operatori tradizionali, e solo il 35% a startup “sovversive”. 

Sono diversi i vantaggi che l’Insurtech può portare al settore assicurativo. In primis un miglioramento della connettività e della customer experience, dal momento che i chatbot e i sistemi di intelligenza artificiale riducono i costi di personale e i tempi di risposta al cliente, e l’apprendimento automatico aumenta l’efficienza dei processi. Le innovazioni tecnologiche danno anche la possibilità di sviluppare più rapidamente e con costi ridotti prodotti su misura in base alle esigenze del consumatore o destinati a mercati di nicchia. C’è poi l’enorme capitolo dell’ottimizzazione dell’uso dei dati, che interviene in tutte le fasi del processo assicurativo, dall’analisi di mercato alla sottoscrizione della polizza, dal pricing alla gestione sinistri. Un’innovazione che punta dunque a efficientare gli attuali processi più che a sovvertirli. 

Per chi volesse approfondire, la ricerca è disponibile online qui.

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