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Incertezze politiche

Nel 2018 le imprese che commerciano o investono all'estero dovranno continuare a fare i conti con una situazione geopoliticamente instabile. L'edizione aggiornata della Political Risk Map di Marsh individua i principali fattori di rischio, con un focus sull'Europa

Autore: Redazione ANRA

Il 2017 è stato globalmente un anno turbolento per il rischio politico e, a giudicare da questi primi mesi, il 2018 rischia di non essere molto più tranquillo. La nuova Political Risk Map, elaborata da Marsh sulla base di dati prodotti da BMI Research, evidenzia come le tensioni stiano continuando a crescere sull’onda di diversi fattori: il perdurare del conflitto tra USA e Corea del Nord, il protezionismo statunitense, le incertezze politiche in Europa, la diffusione capillare degli episodi di terrorismo.   

In particolare, in Europa tiene ancora banco la Brexit, con l’incertezza dei negoziati e delle sue ripercussioni sul panorama geopolitico europeo. Nel frattempo, dallo scorso agosto la Spagna è in bilico tra spinte indipendentiste e protettori dello status quo governativo. L'Italia aspetta l’esito incerto delle elezioni. A peggiorare l’instabilità generale, continuano gli episodi terroristici, che negli ultimi mesi hanno colpito la Svezia, Barcellona e Londra. L’unica mosca bianca, secondo il report di Marsh, è la Grecia, che registra un miglioramento dell’indice di rischio grazie a una maggiore stabilità politica e a un miglioramento delle relazioni con i creditori internazionali.

Per approfondire, il report completo è disponibile online qui

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