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Il processo di controllo

“Le aziende hanno la necessità di comprendere il livello complessivo di rischio insito nei loro processi e nelle loro attività. Ciò implica il riconoscere e dare priorità ai rischi più significativi, individuare le criticità, riconoscere le debolezze dei controlli, arrivando ad attuare un efficace processo di Risk Management.”

Autore: Testo tratto dal Position Paper di Anra “Gli standard di Risk management e l’ISO 31000

Il Risk Management prende in considerazione quella tipologia di rischi, legata all’attività aziendale, che potrebbe comportare perdite o danni che incidano sui profitti, sulle quote di mercato o che possano danneggiarne l’immagine.

A titolo di esempio, si tratta di criticità che riguardano il furto di merci, l’incendio degli stabilimenti, l’inquinamento ambientale, l’interruzione di attività di uno o più stabilimenti, le catastrofi naturali, i danni a terzi, e altri, ma anche problematiche legate a nuove tipologie di business o all’apertura di nuovi mercati.

In tutti questi casi, la corretta analisi del rischio potenziale aiuta a prevenirlo con interventi e soluzioni alternative o  contenitive. Per fare questo, il Risk Manager si avvale di una metodologia codificata, il Risk Management basata su uno schema in sette fasi:


1. Individuazione delle risorse finanziarie a disposizione dell'azienda

2. Individuazione dei potenziali rischi che corre l'azienda nei vari settori di attività e produzione

3. Valutazione di questi rischi in termini di gravità come entità o frequenza

4. Controllo dei rischi al fine di prevenirli o ridurli

5. Assunzione in proprio - in tutto o in parte - dei rischi finanziariamente sostenibili

6. Trasferimento dei rischi a terzi o all'assicuratore

7. Monitoraggio nel tempo dell'evoluzione dei rischi e del programma di risk management messo in atto.



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