Le prospettive delle supply chain nel contesto globale
08/07/2022 Autore: Redazione ANRA
Il Seminario di ANRA ha avuto come tema centrale il rischio per le imprese correlato alle difficoltà delle catene di approvvigionamento. Dalle discussioni è emerse la necessità di conoscere approfonditamente i profili delle filiere in cui si opera e di mettere in opera piani alternativi che rafforzino la resilienza
È tornato in presenza l’appuntamento con il seminario di ANRA, che si è svolto ieri e per la prima volta a Roma. Il periodo trascorso, e le difficoltà che le imprese stanno tuttora vivendo, ha imposto di focalizzare l’agenda sui rischi per le catene di fornitura, sintetizzati nel titolo “I rischi della supply chain in presenza di fattori di discontinuità globale”, laddove le filiere di approvvigionamento rappresentano un catalizzatore significativo degli scenari di rischio che si sono manifestati negli ultimi tre anni.
Se già prima della pandemia sussisteva un problema di reperimento delle materie prime, il Covid-19 ha peggiorato la situazione, creando un’impasse che ha coinvolto, spesso a fasi alterne, tutte le filiere in ogni parte del pianeta, rallentando i commerci e la produzione. A queste difficoltà si sono aggiunti altri eventi locali, con riflessi meno globali ma ugualmente significativi – ad esempio il blocco del canale di Suez durato sei giorni nel marzo dello scorso anno -, ed ora la guerra in Ucraina con i suoi impatti diretti (importazione di gas, cereali, fertilizzanti, prodotti chimici …) e indiretti determinati dalle sanzioni.
Ma rientrano nelle criticità delle catene di fornitura anche un contesto geopolitico instabile a livello globale – fondamentale il rapporto tra USA e Cina – e sempre di più il rischio informatico, sia nella manifestazione di eventi criminosi che nell’interruzione di attività per ragioni tecniche.
Un tema quindi particolarmente complesso, che è stato discusso in due tavole rotonde a cui hanno partecipato relatori di alcune tra le principali imprese italiane e del settore assicurativo.
Il primo confronto, dal titolo “Impatti e criticità generati dalla pandemia” e moderato dalla vice presidente di ANRA Paola Radaelli, ha visto la partecipazione di Riccardo Bozzo, Global Head of Contract and Risk Management Comau, Giacinto Carullo, Chief Procurement & Supply Chain Officer, Alfonso Natale, Partner MCKinsey, e Angela Rinaldi, Programme and Policy Officer European Commission.
Le criticità della pandemia sono state lo spunto per affrontare anche gli impatti di altri eventi, tra cui la crisi energetica cinese, la carenza dei semiconduttori, l’impennata dei costi energetici e delle materie prime, fino all’attuale scenario economico caratterizzato dalla guerra tra Russia e Ucraina.
Le imprese hanno dovuto rapidamente far fronte agli scenari critici adottando contromisure e nuove strategie, che da un lato dovevano rispondere all’esigenza immediata e dall’altro costruire una nuova pianificazione più a medio – lungo termine che renda l’attività di produzione più flessibile e indipendente dai colli di bottiglia di alcuni singoli fornitori o distretti produttivi.
Le aziende che meglio hanno reagito alle difficoltà, mostrandosi più resilienti, sono quelle che avevano già una conoscenza minuziosa delle proprie supply chain e che possedevano – o hanno assunto rapidamente - le informazioni per prendere decisioni in modo tempestivo.
Le seconda tavola rotonda ha visto discutere attorno al tema “Costruire la resilienza della catena di fornitura: rischi ed opportunità in un contesto sempre più erratico”, un panel composto da Antonino Callaci - Global Head of Risk Management Falck Renewables Spa, Costantino Chessa - Head of Procurement Eni, Massimiliano Giacché - ERM Director KEISDATA, Nicola Mancino - Legale Rappresentante AGCS SE Italy Branch, e Paolo Trucco - Docente di Operation Risk Management POLIMI, moderati da Federica Maria Rita Livelli, consigliere di ANRA.
La costruzione della resilienza passa attraverso l’analisi ad ampio spettro degli scenari in cui opera l’impresa e delle possibili evoluzioni dei contesti odierni, ma anche attraverso l’uso di strumenti per misurare e comprendere la catena del valore dell’azienda, la valutazione dei rischi e le relative contromisure per assorbire meglio gli impatti e sviluppare piani di azione alternativi, da mettere in atto con tempestività nell’eventualità che si rivelino necessari.
Esemplare il caso del settore energetico, che si trova a operare e a impostare strategie in uno scenario estremamente complesso, in cui interagiscono la difficoltà di approvvigionamento del gas, un contesto climatico che non favorisce l’idroelettrico, le strettoie per le energie rinnovabili, la tabella di marcia imposta per la transizione energetica, l’aumento dei costi, la normativa sull’ambiente: un contesto sfidante in cui gioca un ruolo fondamentale anche la politica e la necessità di tutelare le esigenze di cittadini e imprese.