Sostenibilità, una via difficile ma necessaria

17/11/2023 Autore: redazione ANRA

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Ieri sono iniziati i lavori del 23° Convegno di ANRA, sui temi della sostenibilità come sfida per il risk management. Al centro dei tanti confronti, gli scenari del contesto globale, l’apporto della normativa all’implementazione di modelli sostenibili, l’impatto sui processi aziendali, le soluzioni di copertura assicurativa e la mitigazione dei rischi catastrofali

Nel mondo del prossimo futuro le aziende si confronteranno con scenari e istanze impegnativi e nuovi, dove il rischio sarà il terreno di confronto quotidiano, in un’ottica non solo di tutela dalle minacce ma anche di capacità di cogliere appieno e in modo corretto le opportunità che possono derivare da una prospettiva sempre più orientata alla sostenibilità.

È questo lo sfondo in cui si svolgono i lavori del 23° Convegno ANRA, iniziato ieri presso il centro congressi Mi.Co. di Milano, per una platea di oltre mille persone attese nei due giorni.

Il focus dell’evento è la sostenibilità vista attraverso le sue molteplici sfaccettature e sintetizzato nel titolo Sostenibilità sostenibile: la sfida per il risk management, un obiettivo ricordato e motivato nel discorso di apertura tenuto da Carlo Cosimi, presidente di ANRA, e Salvatore Lampone, presidente del Comitato tecnico – scientifico dell’associazione. Cosimi ha utilizzato la metafora di Kant del volo della colomba per illustrare il rapporto contrastante tra le imprese e la sostenibilità: la colomba trova un ostacolo nell’attrito con l’aria ma è proprio questo a permetterle di volare; allo stesso modo l’adeguamento a un contesto di scelte e obblighi di sostenibilità è arduo per le aziende, ma necessario per la crescita e la propria evoluzione.

Lampone ha introdotto i lavori puntando direttamente alla questione centrale della trasformazione sostenibile del sistema produttivo: oggi, nella visione strategica globale improntata alla sostenibilità, il risultato economico-finanziario non viene più considerato l’unico metro di valutazione delle imprese, che saranno valutate con maggiore ampiezza per le politiche aziendali nella tutela dell’ambiente, nella diversità e nella giustizia sociale. Si tratta dell’esito di un’evoluzione avviata già negli anni ’60 del secolo scorso, che ha trovato il suo punto di svolta nel 2015 con l’Agenda 2030 dell’ONU sullo sviluppo sostenibile e gli accordi di Parigi. Da lì il percorso si è instradato sull’approccio regolatorio, e l’attenzione nel corso dei lavori è stata posta in particolare alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che diverrà obbligatoria per le grandi imprese a partire dal 2024.

Nel keynote speech di apertura Paolo Magri, ISPI ha analizzato le prospettive possibili di un mondo “nuovo”, che si sta spostando verso equilibri economici e di potere diversi dalla centralità del ruolo dell’Occidente. Negli ultimi tre anni ci sono state tre grandi crisi (prima il Covid, poi la guerra “calda” in Ucraina e la “fredda” tra Cina e Usa), che hanno fatto da detonatore per altre crisi, come quella energetica, l’inflazione e le emergenze umanitarie. Lo scenario attuale si distingue per un cambiamento che Magri descrive come la concomitanza di tre età: l’età della geopolitica, l’età dell’insicurezza e l’età della frammentazione. Un contesto incerto, su cui il conflitto tra Israele e Hamas rappresenta un potenziale elevatissimo di rischio di escalation.

Un excursus sugli aspetti regolatori è stato discusso nella prima tavola rotonda della giornata, dal titolo “Il percorso della sostenibilità: dai valori universali alle normative”, trattato da Mario Cigno, Baker McKenzie, Sarah De Rocco, Marsh McLennan, e Fabio Iraldo, Scuola Superiore Sant’Anna, moderati da Sara Monaci, giornalista de IlSole24Ore.

I ritorni e i rischi delle tecnologie per il clima sono l’argomento del keynote speech tenuto da Dorothée Prunier, Chubb, che ha aperto gli interventi di personalità ed esperti degli sponsor; al suo è seguito quello di Mukadder Erdönmez, HDI Global, che ha illustrato il punto di vista del settore assicurativo sulla normativa, i rischi e le opportunità dei fattori ESG per le imprese.

L’influenza della sostenibilità nelle strategie aziendali è stata introdotta dalla giornalista Sara Monaci e discussa nel confronto tra Carlo Paris, ENAV, Angela Rebecchi, QBE Italia, e Giovanni Selmi, Human Technopole; un tema declinato poi nell’esperienza di alcune grandi imprese nel corso della tavola rotonda a cui hanno partecipato Giulia Balugani, UnipolSai, Raffaella Luglini, Leonardo, e Marco Stampa, Saipem.

Argomenti centrali quando si parla di sostenibilità sono i rischi climatici e ambientali, fondamentali nello sviluppo del rapporto con il territorio e dai quali le imprese devono imparare a tutelarsi, anche alla luce della recente definizione dell’articolo 24 della Legge di Bilancio, che prevede l’obbligo assicurativo sulle catastrofi naturali per le imprese e la condivisione del rischio di copertura tra sistema pubblico e compagnie assicurative: ne hanno parlato nell’ultimo confronto della giornata Stefano Caserini, Politecnico di Milano, Filippo Emanuelli, Belfor Italia, Simona Andreazza, ANIA, e Giovanni Sainati, AGCS, moderati da Giulia Gotelli.

La giornata si è conclusa con un momento di festa dedicato ai diplomati dei corsi di formazione organizzati nell’ultimo anno da ANRA.

Oggi si continua con i keynote speech di Lucia Silva di Generali e di Andrew MacFarlane di AXA XL, mentre Simona Dolce, Maire Tecnimont, Benedetta Navarra, Graziadei Studio Legale, e Iole Anna Savini, Transparency International Italia, discuteranno degli aspetti etici e di compliance nelle imprese in relazione alla gestione del rischio.

Un focus sul rapporto tra sostenibilità e filiere sarà al centro del confronto tra Giacinto Carullo, Leonardo, Stefano Fasani, Open-es, Patrizio Regis, UniCredit, e Enrico Trombetta, Aon; a seguire la tavola rotonda sulla trasparenza nella sostenibilità e il processo di trasformazione digitale a cui parteciperanno, moderati da Salvatore Lampone, Riccardo Bua Odetti, PwC Italia, Silvia Cerlesi, Keisdata, Roberto Mannozzi, Andaf, Luca Testoni, ETicaNews ed ESG Business Review.

A chiusura della giornata l’attesa presentazione dei risultati della survey condotta da ANRA su Gender Diversity e Risk Management, che saranno commentati da Veronica Buonocore, Young Women Network, Diana D’Alterio, ATM Group, Simona Fumagalli, Sompo International, e Stefano Scoccianti, Hera, guidati da Silvia Menaguale, EY.