Non solo ambiente: i mille volti della sostenibilità nell’edizione record del Convegno ANRA

23/11/2023 Autore: ANRA

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Sono stati 1200 gli ingressi alla 23esima edizione dell'evento di riferimento della community italiana dei Risk e Insurance Manager, occasione di confronto e scambio fra professionisti della gestione del rischio e specialisti della sostenibilità a 360 gradi

Si è chiusa la 23esima edizione del Convegno Annuale ANRA, che si può definire l’edizione dei record! Sono stati infatti 1.200 gli ingressi registrati nelle due giornate dell’evento principe del calendario dell’Associazione Nazionale dei Risk Manager e dei Responsabili Assicurazioni Aziendali tenutosi ad Allianz MiCo – Milano Convention Centre gli scorsi giovedì 16 e venerdì 17 novembre. Una dimostrazione dell’importanza che questo evento ricopre per la community italiana dei Risk Manager, che viene considerato come il principale appuntamento dell’anno.

Con oltre 30 relatori e altrettanti stand ad animare l’area expo, centro nevralgico dell’attività di networking che da sempre caratterizza i Convegni ANRA, l’evento si riconferma un appuntamento imperdibile anche per l’attualità dei temi prescelti per lo sviluppo degli interventi. Fil rouge dell’edizione di quest’anno, la sostenibilità nelle sue differenti declinazioni, con un’attenzione particolare alla crescente rilevanza dei criteri ESG nella definizione delle strategie di business.

Dalla compliance all’etica, passando per puntuali analisi di rischi di natura climatica e ambientale e gli strumenti necessari per affrontarli in modo da tutelare la continuità operativa, il Convegno ha offerto al suo pubblico interessanti spunti di riflessione e confronto relativi non solo al panorama attuale ma anche ai potenziali scenari futuri.

«Sono molto soddisfatto di questa edizione: già lo scorso anno avevamo registrato un record di presenza per gli eventi ANRA, ma i risultati di quest’anno lo battono ulteriormente – commenta il presidente ANRA Carlo Cosimi –. È per me motivo di orgoglio aver costruito speech interessantissimi con personaggi di caratura internazionale: tutti coloro che hanno partecipato possono infatti tornare a casa portando con sé un’esperienza positiva».

«La sostenibilità è sempre meno oggetto di discussione: non c’è un “se”, ma solo un “come” – gli ha fatto eco Salvatore Lampone - presidente del Comitato Tecnico Scientifico di ANRA -. I temi ESG assumono priorità nell’agenda politica globale e, quindi, si genera una diffusa consapevolezza circa la loro centralità nell’assicurare la sostenibilità dei modelli di business».

Una priorità evidenziata anche dagli interventi che si sono succeduti durante le due giornate caratterizzate da un’affluenza record e che hanno visto sul palco grandi nomi delle principali aziende industriali, enti di ricerca, istituzioni, compagnie di assicurazioni e brokers che hanno offerto al pubblico nuovi spunti di riflessione e confronto riguardo argomenti di ampio interesse generale.

Tra questi ricordiamo Paolo Magri - Vice Presidente Esecutivo, ISPI che ha focalizzato il proprio keynote speech di apertura della prima giornata sul concetto di un mondo nuovo da decifrare dove la competizione fra Cina e Stati Uniti e la contrapposizione con i Brics influisce direttamente sulla partita della sostenibilità. «Sappiamo infatti che la Cina è la principale produttrice di materiali eco-sostenibili: dalle componenti delle auto elettriche ai pannelli solari, la Cina rappresenta un tassello fondamentale delle filiere produttive – ha dichiarato Magri -. Un fattore con cui dobbiamo scendere a patti senza proporci di rinunciare ai legami economici con Pechino ma applicando una nuova strategia che prevede una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti, soprattutto di materie prime e minerali critici».

Si è conclusa con l’intervento di Mukadder Erdonmez - Member of the Executive Board, HDI Global SE la serie di keynote previsti dalla prima giornata. «L’aspetto regolatorio a livello dei singoli Paesi e delle regole internazionali diverrà dirimente su moti aspetti sensibili al tema ESG – ha detto Erdonmez -. Di pari passo anche i criteri di underwriting delle compagnie diverranno restrittivi o premianti valutando se e come le aziende seguiranno in modo virtuoso processi di transizione». 

Andrew MacFarlane - Head of Climate, AXA XL durante il proprio intervento durante il pomeriggio della seconda giornata ha invece sottolineato come la sua compagnia stia adottando misure per garantire che la strategia climatica sia integrata in tutto il suo operare. Collaborando con i colleghi, si occupa di assistere i clienti affinché possano comprendere il percorso di transizione. «La transizione sarà guidata dalle innovazioni tecnologiche, dalle politiche governative e dal comportamento dei consumatori - ha affermato MacFarlane a margine del suo intervento -. L'assicurazione, in quanto fattore abilitante dell'attività economica, è sempre al centro di questi processi, uno strumento finanziario e operativo per supportare la transizione net-zero».

«Quando pensiamo al clima - ha sostenuto Lucia Silva - Group Chief Sustainability Officer di Generali in apertura della seconda giornata di Convegno -, spesso riconduciamo questo concetto soltanto all’ambiente, ma ci siamo dimenticati che il clima ha soprattutto un impatto sociale: il riscaldamento del pianeta colpirà soprattutto le persone più vulnerabili, con meno risorse da impiegare per proteggersi. È necessario farsi guidare dalla scienza per trovare le soluzioni più efficaci, anche a tutela delle generazioni future».

Ed è con il tema sociale, la componente S dei criteri ESG, che si è chiusa questa 23esima edizione. Ultimo intervento in programma, infatti, Gender Diversity e Risk Management, la tavola rotonda di presentazione della nuova edizione del report omonimo ANRA che fornisce una fotografia aggiornata e puntuale dell'accesso alle pari opportunità nel mondo della gestione del rischio del nostro Paese. Il report, redatto da un gruppo di Socie ANRA, ha analizzato le risposte di 119 Risk Manager interni (il 65% composto da Soci ANRA) ed esterni all’Associazione e rappresenta la nuova edizione del lavoro pubblicato nel 2017 sullo stesso tema. A sei anni dal primo documento, rileviamo in linea generale un miglioramento della situazione in special modo all’interno dei team di Risk Management dove il tema della diversità viene percepito come un’opportunità di creazione di nuovi talenti e di valore aggiunto sia da un punto di vista di genere che di età, in quanto aumenta il numero di aziende che considera l’applicazione di nuovi programmi di sviluppo di talenti.

La parità di genere, tuttavia, resta un obiettivo non ancora pienamente raggiunto. Sebbene, infatti, i risultati dell’indagine rilevino una equa distribuzione tra chi sostiene che il gender pay gap sia un tema attuale (40% circa) e chi invece lo ritiene superato (40% circa), infine, un’analisi approfondita mostra come i due opposti punti di vista emergano da generi diversi: l’80% dei rispondenti che ritiene il tema superato è uomo, contrariamente ai rispondenti che ritengono il tema persistente che sono per l’80% donna.

«Il gender gap è di fatto ancora un rischio e occorre non solo monitorarlo ma anche mitigarlo attraverso strategie e politiche attive all’interno delle aziende – ha commentato a margine della tavola rotonda una delle autrici del report e Socia ANRA, Carolina Benaglio - Enterprise Risk Manager e CEO, MYR Consulting -. Questo si lega anche ai temi ESG e a quella S ancora, a mio avviso, troppo sottovalutata».


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