Caffè in Rosa con PizzAut | Una pizza per nutrire l'inclusione

07/03/2024 Autore: Giulia Gotelli

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Si apre con un appuntamento speciale in collaborazione con Generali Global Corporate & Commercial Italia la nuova edizione della rassegna ANRA dedicata ai temi della diversity, equity&inclusion

«Lorenzo è con me da qualche tempo: è autistico e iperattivo. Prima di venire qui, si è fatto quattro anni in un centro diurno disabili, dove lo hanno tenuto seduto a un tavolo a fare lavoretti di ceramica. Ha riassunto così quei quattro anni: “Io in quel centro morivo un po’ ogni giorno, qui invece sono rinato.” Qui ha fatto un tirocinio di due anni, poi è stato assunto a tempo pieno e indeterminato. Non è facile imparare un lavoro di relazione per una persona autistica, ma Lorenzo è diventato straordinario: riesce a sopportare tutti voi».

Quella di Lorenzo è solo una delle trentacinque storie che animano PizzAut, il progetto di inclusione sociale ideato e fondato da Nico Acampora nel 2017 con un obiettivo ambizioso: sensibilizzare le istituzioni e la società civile sul tema dell’occupabilità delle persone autistiche. Un obiettivo apparentemente utopistico che non si ferma a proporre iniziative ed eventi di solidarietà ma che agisce nel concreto e ha dato vita nel 2021 alla prima pizzeria in Europa interamente gestita da personale autistico. Dalla cucina alla sala, infatti, tutti i ragazzi impiegati e regolarmente assunti presentano disturbi dello spettro autistico.

Nel secondo locale di Monza, aperto nel 2023, si è svolto il primo appuntamento dell’edizione 2024 del calendario di Caffè in Rosa, grazie al supporto di Generali Corporate & Commercial Italia: un evento che ha segnato la storia di un progetto così tanto prezioso per ANRA, con un sold out registrato in poche ore dall’apertura delle registrazioni e una partecipazione straordinaria di 60 presenti. Ad accogliere gli iscritti, un format innovativo fondato sui principi di condivisione e solidarietà: un giropizza che ha visto i partecipanti prendere posto a spaziosi tavoli contraddistinti da linee rosse per agevolare il lavoro dei ragazzi.




Il sogno di Acampora fonda le sue radici in un’esperienza di vita vissuta: il figlio, infatti, è autistico e questo porta Acampora a confrontarsi con una società che non fornisce gli strumenti necessari per garantire al bambino una vita come tutti gli altri. A partire dalla scuola, dove l’insegnante di sostegno che gli viene affiancata a metà dell’anno scolastico dimostra di non conoscere la comunicazione aumentativa.

In Italia sono 600mila le persone affette da disturbi dello spettro autistico, un bambino ogni 77 infatti presenta forme di autismo e soltanto una piccola percentuale riesce a conquistare una propria indipendenza e dignità e a integrarsi completamente nella società che lo circonda. 

Da qui vede la luce il progetto di PizzAut, che ad oggi conta appunto due pizzerie sul territorio lombardo: la prima in ordine di fondazione a Cassina de’ Pecchi e la seconda a Monza, alla cui inaugurazione ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Prima della visita del presidente, abbiamo avuto una riunione con tutte le forze dell’ordine: tolti i postini abbiamo incontrato tutte le divise italiane. A un certo punto sono stato convocato dal comandante della Digos, che si è raccomandato del fatto che nessuno toccasse Mattarella al suo arrivo per questioni di sicurezza. Alla fine, tutti e trentacinque i ragazzi hanno abbracciato il presidente - ricorda Acampora di quell’episodio importante che grazie alla spontaneità dei suoi ragazzi si è colorato di naturalezza -. Sul tetto della pizzeria si sono appostati dei cecchini e il primo pensiero di uno dei ragazzi, Andrea, è stato: “E adesso chi gliela porta la pizza a quelli sul tetto?”. Appena sono scesi, Andrea gli ha portato la pizza».

Quella visita ha avuto il potere di scardinare ogni possibile pregiudizio sui soggetti autistici e di portare all’attenzione dell’opinione pubblica una tematica attuale e in aumento sebbene le cause non siano ancora del tutto chiare. Durante il tradizionale discorso di fine anno tenutosi il 31 dicembre 2023, infatti, Mattarella ha menzionato proprio i lavoratori di PizzAut, che ha definito un progetto “promosso da un gruppo di sognatori che cambiano la realtà”. 





Prima di entrare a far parte della realtà di PizzAut, infatti, alcuni dei ragazzi non parlavano, si rifiutavano di avere contatti fisici con altre persone e non avevano la libertà di spostarsi per la città da soli, a proprio piacimento, con un mezzo pubblico. Intraprendere una propria carriera professionale, poi, era fuori discussione. 

«Sono il più anziano di tutti, ho quasi 31 anni – racconta Edoardo -. Per sedici anni ho lavorato con stage non retribuiti. In una delle aziende dove ho lavorato sono quasi arrivato vicino all’assunzione ma non sono mai stato assunto perché mi hanno classificato come non idoneo al lavoro. Adesso sto iniziando a realizzare i miei sogni, posso proseguire con i miei hobby e vivere la mia vita. Quest’anno con lo stipendio voglio farmi un viaggio a Disneyland». 

PizzAut è riuscito nel suo intento: restituire ai suoi dipendenti la volontà di costruire la propria esistenza su misura delle proprie aspirazioni e dei propri desideri. Eppure, alla sua presentazione, il progetto era stato accolto da reazioni scettiche e da commenti svilenti. 

«Acampora, se lei pensa di riuscirci è più handicappato dei suoi ragazzi – ricorda infatti Acampora di quei momenti negativi -. Li abbiamo chiamati i cattivi. Volevamo chiamarli ignoranti, ma dall’ignoranza si guarisce, dalla cattiveria no». 

Il tempo ha dimostrato che il progetto di Acampora non era soltanto un’utopia ma che anzi, poteva diventare realtà nonostante tutte le voci contrarie che ne smentivano il pregio, tra cui quello di una neuropsichiatra a cui il fondatore di PizzAut dedica il proprio successo e che ricorda così: «La neuropsichiatra scrisse: “Lei è il solito padre frustrato che non si arrende alla disabilità di suo figlio e si inventa progetti irrealizzabili che danno finte speranze alle altre famiglie”. Beh, da allora abbiamo fatto 300mila pizze e stasera mangiate un po’ della mia frustrazione. Spero vi piaccia».