RM News 104: sostenibilità, resilienza e visione strategica
16/04/2026 Autore: ANRA
Nel numero 104 di RM News, il risk management si misura con alcune delle grandi traiettorie del presente: sostenibilità, resilienza operativa, transizione energetica, rischio catastrofale e cybersecurity. Al centro dell’edizione c’è un messaggio chiaro: governare il rischio oggi significa leggere la complessità e trasformarla in capacità decisionale. Un numero che intreccia visione strategica, innovazione e strumenti concreti per le imprese.
Il numero 104 di RM News si muove dentro uno scenario in cui il rischio non può più essere affrontato come semplice variabile da contenere, ma come elemento strutturale da interpretare e governare. L’edizione di aprile 2026 mette infatti al centro una domanda sempre più decisiva per imprese e organizzazioni: come si costruisce oggi una gestione del rischio capace di tenere insieme sostenibilità, continuità operativa, innovazione e tenuta strategica? Il sommario del numero disegna una risposta articolata, fatta di analisi, contributi specialistici e casi che mostrano quanto il ruolo del risk manager stia cambiando in profondità.
Un editoriale che richiama prudenza e lungimiranza
Ad aprire il fascicolo è l’editoriale di Sergio Luciano, “Le cicale devono avere un paracadute”, un titolo che già da solo suggerisce il tono della riflessione: in un tempo dominato da instabilità geopolitica, volatilità economica e rottura degli equilibri precedenti, l’ottimismo da solo non basta. Serve una nuova cultura della prudenza, una capacità di prepararsi all’urto senza rinunciare alla spinta verso il futuro. È un incipit forte, che non parla soltanto di assicurazione o prevenzione, ma di mentalità manageriale e di responsabilità collettiva davanti a un mondo sempre meno lineare.
La sostenibilità come terreno naturale del nuovo Risk Manager
Il cuore dell’edizione è rappresentato dal contributo di Marco Fasan, Silvia Panfilo e Gianluigi Lucietto dedicato al ruolo del Risk Manager nella gestione della sostenibilità. Qui emerge con chiarezza uno dei messaggi più importanti del numero: i temi ESG non possono più essere considerati un perimetro separato rispetto alla gestione del rischio, ma devono entrare nei processi decisionali e nella visione di lungo periodo dell’impresa. Il risk manager, in questa prospettiva, evolve da presidio tecnico-operativo a partner strategico, chiamato a leggere impatti, rischi e opportunità dentro una cornice sempre più interconnessa, anche alla luce del principio di doppia materialità e dell’evoluzione normativa europea.
Assicurazione e business continuity
Un altro asse portante del numero riguarda il tema della continuità operativa, affrontato da Stefano Barboni ed Elisa Martinelli nel focus sui rischi catastrofali e le imprese. Il punto è netto: non basta sapere che il rischio esiste, bisogna essere in grado di rispondere in modo strutturato quando l’evento si manifesta. Il tema della business continuity viene così sottratto alla logica dell’adempimento e riportato dentro il perimetro della strategia. In parallelo, il numero ospita anche contributi che raccontano il valore dell’assicurazione in contesti concreti e ad alta complessità, come il pezzo di Allianz Commercial su come la macchina assicurativa abbia contribuito a mantenere operativa l’Olimpiade invernale, mostrando il lavoro invisibile ma decisivo che sta dietro alla tenuta di un grande evento.
Dalla transizione energetica ai programmi multinazionali
La rivista allarga poi lo sguardo verso le grandi trasformazioni industriali e internazionali. AXA XL affronta le sfide della transizione energetica con un taglio orientato all’innovazione e alla costruzione di nuove competenze assicurative, mentre Sompo si concentra sul valore dell’assicurazione multinazionale come chiave per accompagnare aziende sempre più esposte a normative complesse e rischi diffusi su scala globale. In entrambi i casi emerge una linea comune: la protezione non può più essere standardizzata, ma deve saper leggere settori, geografie e modelli di business in modo flessibile e sofisticato.
Dal rischio osservato al rischio anticipato
Molto significativo anche il passaggio dal monitoraggio tradizionale alla capacità predittiva, ben sintetizzato da titoli come “Dal caos al radar predittivo” di Guido Mastrobuono e “Rethinking Risk: perché il futuro è connesso, dinamico e datadriven” a cura di EY. In questo blocco del magazine si percepisce con forza l’idea che il futuro del risk management dipenda sempre più dalla qualità dei dati, dalla velocità di lettura dei segnali deboli e dalla capacità di integrare tecnologie, analisi e decisione manageriale. Il rischio, insomma, non è più solo ciò che si valuta ex post, ma ciò che si prova a intercettare prima che diventi impatto.
Catastrofi naturali, captive e vulnerabilità materiali
Il numero 104 insiste molto anche sulla dimensione fisica e concreta del rischio. Lo dimostrano gli approfondimenti dedicati alle catastrofi naturali, all’approccio ingegneristico prestazionale curato da MAG, all’evoluzione delle captive nel contributo di Swiss Re, e al tema molto specifico ma rilevante dei pannelli sandwich combustibili affrontato da Groupama. Sono tutti tasselli che riportano il dibattito su un piano estremamente operativo: le imprese devono saper valutare non solo i grandi trend, ma anche le vulnerabilità reali dei propri asset, della supply chain, delle infrastrutture e dei materiali con cui lavorano ogni giorno.
Rischio organizzativo, governance e crisi d’impresa
Accanto ai rischi ambientali, energetici e industriali, RM News dedica spazio anche alla dimensione interna dell’impresa. Il contributo di Sava su come misurare il turnover per governare i rischi organizzativi amplia il concetto stesso di rischio aziendale, mentre Alea360 affronta il tema degli adeguati assetti e del codice della crisi d’impresa, riportando l’attenzione sul legame sempre più stretto tra governance, prevenzione e capacità di lettura anticipata delle fragilità. È un richiamo importante: la resilienza non si costruisce solo fuori dall’azienda, ma anche nella qualità dei suoi processi interni, della sua struttura decisionale e della sua cultura manageriale.
Cybersecurity, AI e identità
A chiudere il quadro arrivano le priorità del fronte digitale. Il focus di The Innovation Group su compliance, AI e identità mostra come la cybersecurity sia ormai un territorio dove convergono regolazione, tecnologia e vulnerabilità umana. Dall’indagine citata nel numero emerge che le priorità 2026 ruotano attorno a compliance, intelligenza artificiale, sicurezza delle identità e awareness, segno di una minaccia che non è solo tecnica ma sempre più cognitiva, adattiva e pervasiva. È un finale coerente con tutto l’impianto del magazine: oggi il rischio non sta in un solo luogo, ma si distribuisce tra processi, persone, sistemi, infrastrutture e scelte strategiche.
RIVISTA SFOGLIABILE
Documenti
RMNews 104 WEB.pdf
12 MB