General Motors spinge i fornitori fuori dalla Cina, ma il de-risking apre un nuovo fronte: qualità, capacità e tempi possono mettere a rischio la produzione
06/08/2026 Autore: Redazione ANRA
La casa automobilistica avrebbe chiesto a migliaia di fornitori di ridurre progressivamente l’utilizzo di componenti e materie prime provenienti dalla Cina, fissando per alcuni un orizzonte al 2027. La diversificazione può attenuare l’esposizione a dazi, restrizioni commerciali e tensioni geopolitiche, ma comporta un rischio operativo altrettanto rilevante: le fonti alternative devono essere qualificate, testate e capaci di sostenere i volumi richiesti. Per procurement e risk manager, il vero obiettivo non è sostituire un Paese nel minor tempo possibile, ma governare una transizione che eviti componenti non conformi, ritardi nelle omologazioni, aumento dei costi e fermate degli stabilimenti.
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